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Bilancio e criticità di un anno di lavoro

Scritto da Francesca Antonelli 5D e Eleonora Ridolfi 4C

E' ormai passato un anno da quando, secondo la “Buona Scuola", è entrata in vigore per tutte le classi terze l’alternanza scuola-lavoro. Mentre per gli istituti tecnici, che già la svolgevano negli anni passati, la novità ha riguardato solamente il suo divenire obbligatoria, i ragazzi dei licei si sono invece confrontati per la prima volta con quello che è il mondo del lavoro. Numerosi sono stati i feed-back ricevuti, e il giudizio dato al lavoro svolto durante l'anno passato oscilla fra l'entusiasmo di molti e il dissenso di tanti altri.

Nicola Calderone, studente di quinto anno dell'IIS PacinottiArchimede, ha partecipato come rappresentante della sua scuola all'incontro organizzato il 18 ottobre dal Ministero dell’Istruzione, della ricerca e dell’Università, con argomento l’alternanza scuola-lavoro. Gli scopi prefissati dal MIUR erano di compiere un bilancio del lavoro svolto durante l'anno, chiamando alcune scuole italiane a raccontare una loro esperienza di A.S.L, e di presentare il progetto "I campioni dell'alternanza", programma che coinvolge 16 organizzazioni - aziende grandi e medie, ordini e Terzo Settore, per la proposta di nuovi percorsi formativi. Nicola ha rappresentato per noi il tramite fra la nostra piccola realtà scolastica e quella così grande e lontana del Ministero, dandoci la possibilità di capire meglio quali sono i punti cardine attorno ai quali ruotano le problematiche sollevate da ragazzi e docenti che si sono cimentati in questa esperienza.

Come si è svolto l’incontro per voi rappresentanti delle scuole italiane? 

 

Ogni scuola ha avuto cinque minuti di tempo, divisi fra insegnante referente del progetto, dirigente scolastico e alunno rappresentativo, per presentare il percorso di un’esperienza di A.S.L. svoltasi nell’istituto.  Io e il docente referente abbiamo discusso dell’esperienza che noi ragazzi dell’istituto tecnico abbiamo svolto presso un’azienda di progettazione di impianti gas medicali. Il mio intento era quello di presentare al Ministro Giannini gli aspetti positivi della nostra esperienza, ma anche di mettere in rilievo le problematiche sorte con l’alternanza svolta dai ragazzi del liceo scientifico compreso nel nostro istituto.

Anche noi frequentiamo il liceo scientifico e, ascoltando le opinioni dei ragazzi e dei docenti coinvolti sui lavori svolti, ci siamo resi conto di quanto l’alternanza nei licei sia stata a volte più un “problema” che un’opportunità. Qual è stato il motivo per cui l’A.S.L. ha funzionato diversamente fra Istituti Tecnici e Licei?

Il problema principale riscontrato sta nel fatto che, se per noi del tecnico l’Alternanza era già stata messa in atto da tempo, per i ragazzi del liceo è stata una novità, alla quale sono arrivati impreparati. E non solo loro, ma anche per i Dirigenti Scolastici e i docenti è stata una “patata bollente” da scaricarsi di mano in mano. Le leggi che da anni regolavano l’A.S.L., erano state strutturate in base ad un numero ristretto di partecipanti. Quando poi è diventata obbligatoria, non è stato sopperito in modo adeguato all’aumento vertiginoso dei ragazzi coinvolti nel progetto ed è risultato molto difficile per le scuole, se non a volte impossibile, trovare le aziende adatte all’Alternanza. Gli istituti, quindi, hanno dovuto proporre ai ragazzi progetti alternativi, che per quanto potevano essere stati pensati e svolti al meglio, non sono stati reputati dal MIUR stesso coerenti con quanto si era prefissato. Il MIUR ha detto chiaro e tondo nell’incontro del 18 che i progetti svolti da alcune scuole nei laboratori della Sapienza non erano effettivamente pertinenti con l’idea iniziale di cosa l’A.S.L. dovesse essere. Bisognerà quindi lavorare tanto affinché l’Alternanza diventi realmente formativa per i ragazzi e pertinente con il loro percorso di studio.

Nell’incontro, quindi, cosa ha espresso il Ministro riguardo questa problematica? Quali sono i provvedimenti che vuole mettere in atto per migliorare la situazione?

Purtroppo non c’è stata occasione da parte mia, né da parte degli altri rappresentanti scolastici, di poter esprimere esattamente tutto ciò che avevamo da dire sull’Alternanza. Il mio discorso, come quello della mia insegnante di riferimento e degli altri ragazzi partecipanti, è stato modificato, e sono state eliminate proprio le parti in cui avrei voluto parlare della situazione del mio liceo. Ne è risultato, quindi, un incontro in cui è stata data una visione esclusivamente parziale dell’Alternanza, facendo trasparire la volontà di non parlare di determinate problematiche, delle quali il ministero è però pienamente consapevole. Un’ulteriore dimostrazione di non volere presentare tutti gli aspetti dell’ A.S.L., anche i più critici, è stato il convocare all’incontro prettamente Istituti Tecnici, che già la svolgevano da tempo e non avevano nuove problematiche da presentare.

In ogni caso, la volontà esplicitata dal ministero è quella di “alzare il livello qualitativo complessivo di questo nuovo format didattico”, come scrive nel sito ufficiale del MIUR, e con il progetto “I campioni dell’ Alternanza” si sta già muovendo in questo senso. Con la consapevolezza, però, che a partire da quest’anno si dovrà fare molto di più, non ci resta che fidarci delle parole che il Ministro Giannini ha riferito personalmente a Nicola: “Siamo qui per questo”. 

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